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Doping genetico nello sport
a cura di T. Vola

A Firenze dal 25-27 ottobre 2008 avrà luogo un Simposio Internazionale dal titolo “Gene Doping in Sports”, un evento scientifico di grande rilievo, organizzato dalla Professoressa Giovannucci Uzielli del Dipartimento di Pediatria dell’Università di Firenze.
L’iniziativa, di respiro internazionale è dedicata ai giovani studiosi e ai ricercatori che hanno scelto la genetica, la medicina sportiva e le biotecnologie per la loro formazione e professione.
Il doping genetico è quindi il tema dell’incontro, e cioè l’utilizzo di metodiche basate sulla manipolazione del DNA e messe a punto per la terapia genica dei disordini genetici, impiegato invece per alterare e modificare le caratteristiche genetiche dell’atleta.
Inoltre, il doping genetico negli sport, oltre ad essere un argomento nuovo e di estrema attualità, anche grazie ai prossimi Giochi Olimpici di Pechino, insieme al doping farmacologico è un terreno molto delicato in quanto ricco di implicazioni umane, tecniche, morali ed etiche. E’ quindi fondamentale affrontare tutti i quesiti riguardanti l’uso non-terapeutico di cellule, geni, elementi genetici e di modulazione dell’espressione genica, che hanno la capacità di migliorare le prestazioni atletiche.
I genetisti clinici, coinvolti da alcuni decenni nella diagnosi, nella cura e nella prevenzione dei disordini genetici, sia a livello clinico che di laboratorio, pongono grandi speranze e aspettative nelle rivoluzionarie opportunità promesse dalla terapia genica che pur essendo in ritardo, ha raggiunto risultati incoraggianti e i cui successi non tarderanno a promuovere nuove cure e sistemi di prevenzione dei disordini genetici.
L’uso sempre più comune del doping che sembra interessare atleti di ogni Paese, in ogni sport, e a ogni livello di età e coinvolgimento agonistico, apre e sviluppa nuovi scenari nella ricerca anti-doping che vede impegnate istituzioni quali: la Commissione del Comitato Olimpico (IOC) e l’Agenzia Internazionale Anti-Doping (WADA), insieme agli esperti del settore, sul fronte dell’educazione per evitare che la terapia genica rappresenti un ulteriore strumento di doping. Inoltre, Federazioni Internazionali e Nazionali e atleti olimpici e non, si battono per denunciare il non corretto utilizzo delle acquisizioni della scienza nel campo della genetica umana e medica, per la “costruzione” di atleti artificiali.
Al Simposio Internazionale del prossimo ottobre interverranno i massimi esponenti in materia di doping genetico, alcuni dei quali fanno parte del Comitato Esecutivo della WADA e dello IOC, tutti comunque esperti impegnati nella diagnosi, nella cura e nella prevenzione dei disordini genetici: prima fra tutte Judith Hall, past-President della American Society of Human Genetics.
L’obiettivo principale che si prefiggono gli organizzatori del Simposio, è sopratutto quello di far incontrare gli studiosi di genetica umana e medica, di biotecnologie, di chimica e farmacologia, di medicina dello sport, con scienziati e ricercatori con competenze specifiche e con approccio multidisciplinare, per una sfida che ha bisogno dell’impegno di tutti.
Tre giorni in cui ci si confronterà a livello internazionale su temi tecnici, etici, morali, sportivi. Ampio spazio sarà dedicato anche agli atleti e ai giovani ricercatori che potranno intervenire e portare la propria testimonianza ed eventuali proposte costruttive per la lotta al doping genetico e farmacologico.
Un appello quindi ai giovani ricercatori e ai medici sportivi. E’ tempo di agire, di integrare le proprie esperienze professionali, non solo a favore degli atleti che sono loro affidati, ma al servizio dello sport vero che tale deve rimanere. Uno Sport con la “S” maiuscola, quale mezzo educativo e vitale ricchezza per la qualità della vita dell’uomo. n
Per informazioni:
giannetti_genedop@alice.it
Tel. 055.5662547
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