L’approccio terapeutico
e riabilitativo

Stefano Respizzi*,
Maria Cristina D’Agostino*
Lucio Genesio*, Pietro Romeo*,
Valerio Sansone**
* Dipartimento di Riabilitazione e
Rieducazione Funzionale IRCCS
Istituto Clinico Humanitas, Rozzano (MI)
** Clinica Ortopedica, Università degli Studi di Milano




Il trattamento delle patologie tendinee con onde d’urto
Stefano Respizzi*,
Maria Cristina D’Agostino*
Lucio Genesio*, Pietro Romeo*,
Valerio Sansone**
* Dipartimento di Riabilitazione e
Rieducazione Funzionale IRCCS
Istituto Clinico Humanitas, Rozzano (MI)
** Clinica Ortopedica, Università degli Studi di Milano





La parola al radiologo
Il trattamento percutaneo ecoguidato della tendinopatia calcifica della cuffia dei rotatori

G. Serafini, N. Perrone, M. Baglietto
L. Sconfienza*, F. Lacelli



L’associazione Glucosamina+
Condroitina
favorisce il recupero
della mobilità articolare

a cura della Redazione



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Anno 10 - Numero 3 - 2010
IL MEDICO SPORTIVO
Periodico di aggiornamento scientifico e
professionale


L’associazione Glucosamina+Condroitina
favorisce il recupero della mobilità articolare

a cura della Redazione

Le modificazioni correlate all’età e i traumi di diversa natura giocano un ruolo importante nell’alterazione della dinamica articolare e predispongono le articolazioni all’insorgenza precoce di osteoartrosi (OA).
Lo sport è causa di un numero considerevole di eventi traumatici che determinano usura o rottura dei tessuti connettivi quali la cartilagine articolare. Sebbene la velocità di riparazione dell’organismo sia normalmente adeguata nei soggetti molto giovani, essa decresce con l’avanzare dell’età: le articolazioni possono quindi essere danneggiate più velocemente rispetto alla rapidità di riparazione fisiologica, provocando in ultima analisi l’insorgenza del danno.
Dati epidemiologici indicano che la degenerazione articolare, che coinvolge non solo la cartilagine articolare ma l’intera articolazione, sembra interessare dal 15 al 30% dei soggetti over 45 anni. La degenerazione articolare coinvolge una complessa interazione di processi biologici e patologici, influenzati da un elevato numero di fattori comprendenti aspetti genetici, età, sesso, obesità, danni alle articolazioni, oltre che da fattori di tipo meccanico, come i microtraumi ripetuti, tipici di molte attività sportive, e l’instabilità.
Benché la patogenesi non sia ancora del tutto definita, la degenerazione della cartilagine articolare rappresenta l’elemento centrale nello sviluppo della Osteoartrosi.
Le terapie correnti per il trattamento di tali danni privilegiano l’utilizzo di farmaci antin­fiammatori non-steroidei (FANS) per minimizzare l’infiammazione e il conseguente danno all'integrità tissutale.
Diversi studi condotti su Glucosamina solfato e Condroitina solfato (GS, CS), hanno dimostrato la loro efficacia nel trattamento sintomatico della degenerazione articolare e nel favorire il naturale processo di riparazione e di recupero della mobilità articolare.
Studi recenti hanno dimostrato che l’associazione di Glucosamina solfato e Condroitina solfato esercita una up-regulation dell’attività di sintesi dei condrociti, con una efficacia clinica maggiore quando usati in associazione, con un’azione sinergica sulla cartilagine articolare.
La GS, componente endogeno del corpo umano presente in molti tessuti, è l'amino-monosaccaride utilizzato dai condrociti per la biosintesi dei monosaccaridi che formano le catene dei glicosaminoglicani (GAG) della cartilagine articolare. Inoltre, stimola la produzione sinoviale dell’acido ialuronico, responsabile della proprietà lubrificanti e shock-assorbenti del liquido sinoviale.
Accanto agli effetti sul metabolismo cartilagineo, la GS ha dimostrato una azione antiflogistica. Le sue proprietà antiinfiammatorie non sono però legate direttamente all’inibizione della sintesi delle prostaglandine e ciò spiega peraltro la buona tollerabilità dimostrata dal farmaco a livello dell’apparato gastroenterico. Il CS è un glicosaminoglicano (GAG), importante componente naturale della cartilagine e del tessuto connettivo. Oltre a costituire il substrato per la sintesi di nuova matrice cartilaginea, il Condroitina solfato stimola la produzione di proteoglicani da parte di condrociti, in coltura e in vivo. La sua attività condroprotettiva si esplica attraverso l’inibizione di alcuni sistemi enzimatici ad attività condrolitica (collagenasi, elastasi). Il CS ha infatti dimostrato la capacità di inibire in vitro oltre il 60% dell’attività dell’elastasi granulocitaria (in grado di distruggere sia i proteoglicani che le fibre collagene), e, in vivo nell’uomo, è stata osservata una significativa riduzione della concentrazione dell’enzima nel liquido sinoviale. è inoltre dotato di una azione condroprotettiva di tipo indiretto, dovuta alla sua capacità di inibire la ialuronidasi e di indurre la produzione di acido ialuronico altamente polimerizzato. Con l’avanzare dell’età, tuttavia, i condrociti secernono meno CS e una quantità maggiore di altri GAG: questa variazione è stata osservata nella fase iniziale e nella progressione del processo degenerativo della cartilagine.
Il processo di invecchiamento è dunque responsabile della riduzione della capacità metabolica di sintesi sia della GS che del CS e modifica in senso negativo la capacità dei condrociti di utilizzare le singole molecole. Di conseguenza, si manifesta il sopravvento dei fenomeni catabolici della cartilagine rispetto a quelli riparativi (anabolici): l’introduzione farmacologica di GS+CS tende a colmare il deficit anabolico, oltre all’esplicazione di attività farmacodinamiche specifiche che si manifestano in maniera sinergica. L’effetto sinergico di GS+CS si manifesta attraverso la stimolazione del metabolismo dei condrociti e dei proteoglicani ad opera della Glucosamina, e l’inibizione degli enzimi che degradano la cartilagine esercitata dal Condroitina solfato.
Studi sperimentali hanno documentato tale effetto sinergico quando le due sostanze sono somministrate in associazione. Lippiello et al. hanno riportato che la co-somministrazione di Condroitin-4-solfato e GS ha determinato un incremento maggiore nella produzione di GAG (96,6%), rispetto ad entrambe le sostanze assunte da sole (Glucosamina, 32%; Condroitina, 32%). Lo stesso studio ha inoltre mostrato che l’interleuchina-1 è stata inibita dal Condroitina solfato ma non dalla Glucosamina, evidenziando che nessuna delle due sostanze è superiore e ciascuna presenta un differente meccanismo di azione. L’organismo risponde meglio quando la Glucosamina e il Condroitina solfato vengono assunti simultaneamente.
Sempre nello stesso studio, Lippiello et al. hanno investigato in merito all’efficacia della stessa associazione nella modificazione della cartilagine in un modello animale di OA.
Il 50% dei conigli è stato alimentato con una dieta regolare, mentre l’altro 50% ha ricevuto Glucosamina e Condroitina solfato. Alla settimana 16, sono stati valutati istologicamente campioni del condilo medio degli animali. Secondo le osservazioni conclusive degli autori, l’associazione utilizzata ha prodotto un significativo effetto di modificazione strutturale. Inoltre, le lesioni della cartilagine erano meno severe nel gruppo con terapia di associazione, rispetto al gruppo di controllo. Dal punto di vista clinico riportiamo i dati di uno studio che aveva l’obiettivo di valutare l’efficacia dell’associazione GS+CS nel trattamento della degenerazione cartilagine da OA (Das A et al., 2000). Lo studio, randomizzato, placebo controllato, è stato condotto su 93 pazienti con gonartrosi: tutti i pazienti sono stati valutati all’arruolamento e ogni 2 mesi per tutti i 6 mesi di studio. L’endpoint primario dello studio era la valutazione dell’efficacia tramite indici di mobilità articolare (indice di Lequesne e scala
di valutazione algofunzionale WOMAC).
I risultati hanno evidenziato come nei pa­zienti si sia ottenuto un significativo miglioramento degli indici di mobilità articolare sia a 4 che a 6 mesi (p=0,003 e p=0,04, rispettivamente) rispetto al placebo (Fig. 1).
Inoltre, assumendo come parametro di efficacia un miglioramento del 25% sia per l’indice di Lequesne che per l’indice algofunzionale WOMAC, al termine dello studio il gruppo trattato con l’associazione GS+CS ha ottenuto percentuali di miglioramento superiori rispetto al placebo (Figura 2).




Infine, la percentuale di pazienti che hanno ritenuto il miglioramento globale uguale o superiore del 25% rispetto al basale è risultata significativamente superiore nel gruppo di pazienti con trattamento attivo rispetto al gruppo placebo.
I risultati consentono di affermare che l’associazione GS+CS, in pazienti con degenerazione articolare dimostra di ridurre il dolore e migliorare la mobilità articolare in maniera significativamente superiore rispetto alla sola glucosamina o al solo condroitina solfato e che il suo utilizzo può essere esteso non soltanto nei pazienti con osteoartrosi ma anche nei soggetti con degenerazione articolare da traumi sportivi o overuse.
Infatti, poichè gli atleti sono sempre in bilico fra l’evitare gli infortuni, e, quando infortunati, recuperare velocemente, GS+CS potrebbero far parte dell’armamentario terapeutico del medico sportivo per il trattamento degli atleti predisposti a lesioni condrali e osteocondrali, e utilizzati come profilassi volta ad evitare infortuni, nel trattamento iniziale dopo l’infortunio, per scongiurare il ricorso all’intervento chirurgico. In un recente studio sperimentale controllato con placebo, il pretrattamento con GS+ CS ha determinato una significativa minore infiammazione nel gruppo di intervento.
In un ulteriore studio di pretrattamento con la stessa associazione, si è riscontrata una minore incidenza della severità dell’artrosi. Il deterioramento condrale e la conseguente lesione può verificarsi in occasione di lunghe corse e prolungati periodi di allenamento: molti fondisti soffrono di versamenti occasionali a ginocchia e caviglie.
L’utilizzo di GS+CS prima di lunghe corse e, routinariamente, durante una stagione di allenamento può ridurre l’incidenza di tali versamenti, determinando un minor numero di giorni di allenamento persi a causa di articolazioni tumefatte con un migliore recupero della mobilità articolare.
Anche gli sport da contatto possono a loro volta determinare lesioni condrali e osteocondrali, riscontrate principalmente in associazione a danni ai legamenti. Comunque vengano diagnosticate, clinicamente o a seguito di risonanza magnetica, il trattamento delle lesioni è comunque difficile, a causa della natura avascolare della cartilagine articolare. L’impiego di GS+CS in tali condizioni è supportato da studi animali, in cui il trattamento di lesioni condrali acute ha evidenziato effetti positivi di modificazione strutturale. In caso di pazienti con lesioni osteocondrali trattati chirurgicamente, il trattamento post-intervento con GS+CS potrebbe risultare ugualmente benefico per la mobilità articolare. In conclusione, in situazioni di degenerazione e ridotta mobilità articolare dovuti a trauma e/o a stress da overuse, l’associazione di Glucosamina solfato e Condroitina solfato può rappresentare un efficace supporto fisiologico per prevenire l’usura e il danneggiamento delle articolazioni e, se utilizzata già ai primi sintomi di alterata mobilità articolare o da traumi correlati all’attività sportiva, può favorire i processi fisiologici di riparazione articolare.

Bibliografia
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Frank CB et al., J Bone Joint Surg 1997;79:1556–76
Hellio MP et al., Proc 9th Eular Syp 1996; 11-12
Hungerford D et al., Jana 2000; 3(1):23-27
Laurencin CT et al, in Musculoskeletal Soft-Tissue Aging: Impact on Mobility, American Academy Orthopaedic Surgeons Publishers, 1992.
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Messner K, Lakartidningen 1998;95:4611–2
Riley GP et al., J Hand Surg 2001; 26:224–8
Ronca G, Proc 3rd Int Cong Osteoathr Res Soc 1997; 2

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